Oggi, in metropolitana, mi è capitato sotto mano uno di quei giornaletti che si spacciano per quotidiani e che hanno contribuito, a mio avviso al pari della televisione, ad un appiattimento della cultura media nel nostro paese.
Incredibilmente in metropolitana non si vede quasi più un quotidiano (di quelli veri) ma, la maggior parte degli italiani, sfoggia con fare erudito, quello che per lui è l’unica fonte di informazione della giornata, la finestra sul mondo.
Addirittura il mio vicino di casa (arzillo pensionato) prende la bicicletta tutte le mattine per andare a prendere il giornaletto in questione alla fermata vicino a casa, l’edicola è più lontana, dice. Legge quello a colazione, guarda la De Filippi al pomeriggio e poi magari Porta a Porta, una botta di cultura per chiudere la giornata. Divagazioni a parte, tornando al nocciolo, ammetto che la mia ricerca critica, la mia ispezione di mercato, mi porta, a volte, ad “arricchire” la mia giornata con codeste meravigliose letture.
Oggi, nella fattispecie, mi sono imbattuta in un articolo che ha solleticato il mio appetito informativo.
Matrimoni gay, la parola alla Consulta.
I giudici dovranno stabilire se il divieto di sposarsi tra persone dello stesso sesso contraddice i principi della Costituzione.
Gli articoli in questione sono questi:
Art. 2.
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
L’omofobia per me è deprecabile.
E’ vero, forse non faccio testo, sono atea, di sinistra, a volte rasento la blasfemia ed oltretutto, guarda un po’, ho una discreta quantità di amici omosessuali.
Non posso che essere di parte ovviamente e vado oltre, mi chiedo sinceramente quale sia il problema se, due persone che si amano, sentono la necessità di unirisi in matrimonio.
Un omosessuale non è forse una persona normale? Non si alza al mattino per andare al lavoro? Non mangia? Non ha una famiglia? Non va in bagno?
O forse un omosessuale non si innamora? Non ha un cuore? Non prova dei sentimenti? Non può voler stare con una persona tutta la vita?
No.
Un omosessuale non può assolutamente permettersi questo tipo di privilegi, la visione della vita modello pasta barilla se la può sognare.
E’ diverso. E che tenga la sua diversità lontano dalle nostre famiglie, dai nostri figli.
Andando oltre, nel giornaletto famoso, si pone una domanda ai lettori i quali sono invitati a rispondere via sms.
Il tema del giorno è questo: i genitori vietano l’incontro a scuola con un circolo di cultura omosessuale, gli studenti si ribellano (e meno male aggiungerei)
Chi ha ragione?
Pioggia di commenti, alcuni sensati ed altri meno.
Ma alcune “perle” di saggezza le voglio condividere con voi:
“hanno ragione i genitori, è superfluo stuzzicare la curiosità dei ragazzi sull’argomento”
Come dargli torto, mica si può correre il rischio di trovarsi in casa un figlio omosessuale…no no no.
“i genitori, l’omosessualità è da combattere, non da divulgare”
Lotta dura senza paura, nemmeno stessimo parlando del cancro
Questa è la mia preferita:
“E cosa andrebbero ad insegnare, contraccezione pederosessuale?”
Anche fosse? Non è forse meglio un figlio omosessuale informato sulle malattie a trasmissione sessuale, che un figlio omosessuale malato di aids?